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fotografo News

la (mia) fotografia é per tutti

(my) photography is for everyone

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fammi vedere una fotografia senza l’aggiunta di testi esplicativi nel titolo e/o descrizione; una foto è una foto, non un opera letteraria;

fammi vedere fotografie “chiare”, nel senso di non dover andare a cercare col lanternino il loro perché;

Fammi vedere una fotografia che racconta, che mi possa emozionare, stuzzicare i miei ricordi, le mie sensazioni, i miei pensieri (belli o brutti, poi sarò io a decidere se approfondire con l’osservazione o “lasciarle andare”).

che siano adatte alla visione di chiunque,… chiunque e non solo al nugolo di esperti (o presunti tali) dell’arte fotografica. Io sono uno dei tanti,… forse ignorante ma con occhi per osservare e una mente per pensare.

Lasciami in pace a guardare con la mia testa

ti chiederò io al riguardo se ne sentirò la necessità, anche se…

(un osservatore “qualsiasi”)


… show me a photograph without adding explanatory texts in the title and / or description;

show me “clear” photographs, in the sense of not having to go and look for their why with the lantern;

Show me a photograph that tells the story, that can excite me, tease my memories, my feelings, my thoughts (good or bad, then I’ll decide whether to deepen with observation or “let them go”).

that are suitable for the vision of anyone, … anyone and not just the swarm of (or presumed) photographic art experts. I am one of many, … perhaps ignorant but with eyes to observe and a mind to think.

Leave me alone to watch with my head

I’ll ask you about it if I feel the need, even if …

(an “any” observer)


“Ho sempre pensato che la fotografia sia come una barzelletta: se la devi spiegare non è venuta bene.” (Ansel Adams)

“I’ve always thought that photography is like a joke: if you have to explain it, it doesn’t turn out well.” (Ansel Adams)

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fotografo News

Mò mi siedo a guardare il mare…

Mò m’assett e guard ‘o mare ca s’fa nire

iss par’ dic’re semp ‘a stessa cosa

ma dint ‘a capa i tengh’ na cummedia:

e mò l’omme d’e ttasse, può ‘e bullette

mò chill ca la vò bblu e addumàn’ gialla…

aeeeh, sta ‘rrevann pur’ Gennarin’.

Guard ‘o mare ca s’é fatt nire e m’addummànn…

Mò mi siedo e guardo il mare che si fa nero

lui sembra dire sempre la stessa cosa

ma nella mia testa io ho confusione:

e mò l’uomo delle tasse, poi le bollette

mò quello lí che la vuole blu e domani gialla…

aeeeh, sta arrivando pure Gennarino.

Guardo il mare che s’é fatto nero e mi domando…

immagine e testo: ©MarcoDiDomenicoFotografia

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fotografo napoli News street photography

That’s STREET! (Photo, Napoli)

street photo graphy, un modus operandi (ovunque, ma Napoli… )

Togliersi il cappello da fotografo, bisogna sembrare tutto meno che quello! La street photo graphy non è per chi vuole atteggiarsi a fotografo durante il suo operare. Ne segue… lasciare a casa apparecchiature voluminose e appariscenti; usarne del tipo che non obbligano a poggiare l’occhio sul mirino, ‘chè talvolta è necessario scattare anche senza inquadrare.

Meglio uscire da soli. Se si viene notati, nel migliore dei casi, chi ritratto si metterà in posa, e si perderà la spontaneità; ma si puó anche arrivare a rimediare cazziate

Scesi in strada e individuata la scena da riprendere, mettere in opera (nel limite del possibile) quanto conosciuto di composizione, gestione della luce, ecc… sempre che la “situazione” lo consenta; considerare poi che non di rado quanto si propone agli occhi ha la durata di qualche secondo (mettere in conto, quindi, una considerevole dose di fortuna necessaria).

Tenere a mente che la Street Photography non è il banale fotografare gente che cammina per strada, nè il fotografare banalità in strada; in un’immagine di Street deve essere presente un protagonista e raccontare un qualcosa di non banale nè scontato.
Non riprendere persone solo perchè si ritengono (o si trovano in situazioni) buffe e che le possano offendere (al proposito tornerà utile il pensiero di Ando Gilardi nella sua “Non Fotografare“).

Quanto descritto è uno dei modi (il mio) per fare “Street”,… e qui delle considerazioni: “…Come mai però esiste così tanta pessima fotografia di strada? …Le persone escono e cominciano a fotografare a caso sconosciuti che fanno cose, o più spesso, che non fanno niente…”  >> tap x leggere tutto.

Napoli… ma non solo:

La mia idea di “risultato soddisfacente“? Un bel fotogramma di una scena di un film, che lascia all’osservatore la sceneggiatura di ciò che è avvenuto prima e di ciò che avverrà dopo.

HAI DETTO NIENTE !


Fotografo la street photography con…
occhi, idee e fantasia
(reflex, obiettivi e una compatta di qualità – e niente altro – sono solo accessori)
…per raccontare di luoghi visitati e persone incontrate
(augurandomi che non s’incazzi mai nessuno per essere stato ripreso)

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fotografo News

facebook, ti lascio, statt’bbuòn’

perchè per Instagram? perchè non mi innervosisce

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fotografo News street photography

Non fotografare

Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati.

Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.

Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime delle droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia.

Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti.

Non fotografare la suicida, l’omicida e la sua vittima.

Non fotografare l’imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.

Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza non aggiungere la tua. Loro debbono usare violenza, tu puoi farne a meno.

Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l’eroico moncherino.

Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme.

Non perseguitare con i flash la ragazza sfigurata dall’incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l’attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungere le tue fotografie.

Non fotografare la madre dell’assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l’amante, e nemmeno gli orfani dell’amante.

Non fotografare chi subì ingiuria: la ragazza violentata, il bambino percosso.

Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del diritto all’informazione. Se è davvero l’umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l’ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.

Non fotografare chi fotografa; può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale.

Come giudicheremmo un pittore in costume bohèmien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all’ergastolo, all’impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, ad un corpo lacerato che affiora dalle rovine?

Perchè presumi che il costume da free-lance, una borsa di accessori, tre macchine appesa al collo e un flash sparato possano giustificarti?

(Ando Gilardi)

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fineart photography fotografo News street photography

sono un fotografo, ma non x hobby

La mia attività di fotografo non è un hobby,come erroneamente in molti pensano, nel vedere da anni quanto realizzo, non occupandomi di matrimoni né moda e avendo scelto di non aver tempo di stare in uno studio fisico ( sono in giro a far riprese )

street photography

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News quiMolise

covid free zone: Valle Fiorita di Pizzone

qui di covid non se ne vede

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fotografo News street photography

la mia è una fotografia nuda

nuda perchè la mia fotografia non ha veli per coprirsi, tanto meno vesti per farsi bella;

sono io, fotografo, che mi “piego” alla scena e alla sua luce (avendo cura di “inquinarla” il meno possibile), e non viceversa;

e talvolta trovo a dover piegarmi anche a quanto ho tra le mani per la ripresa (le scene spontanee non aspettano nessuno).

Nuda perchè la mia fotografia mostra la realtà di un attimo.

p.s.: “nudiste”… al femminile, coerentemente con fotografia (al plurale fotografie), termine femminile (visti “i tempi”… precisazione necessaria e indispensabile).


bisogna farsene una ragione:
ADDA PASSÀ ‘A NUTTATA!

Si sta né piú né meno che nel mezzo di un’inondazione, si é “tutti fotografi” a fare (ad es. l’ultima definizione, di cui ne sospetto l‘invenzione per vendere telefonini) Smartphone Photography, a sversare milioni e milioni di immagini su socials, e web, di notevole fattura e grande interesse popolare alle quali viene dedicato giusto qualche frazione di secondo. Non resta che rimanere sulla zattera e aspettare… che l’acqua defluisca (‘ché, forse, col cedere alla tentazione di nuotare si assorbono le caratteristiche di ciò che si trova in acqua ).

Ecco, forse, perchè delle fotografie “non gliene frega una minchia a nessuno”;

  • non ai fotoamatori su facebook (a loro interessa solo pubblicare per contare i like e sentirsi dire “sei un’artista”)
  • tantomeno ai professionisti (hanno ben altro a cui pensare)
  • non a chi ti chiede di fargliele (il loro intento, forse inconscio, è sentirsi al centro dell’attenzione, stars durante le riprese; poi delle foto…
    …che foto?);

e semmai una foto appaia,… una sbirciata di qualche millisecondo su uno schermo da due-tre pollici… e via (ma la fotografia non credo sia questa, o perlomeno non è questo il modo idoneo per osservarla).

In ultimo, dare a Cesare ciò ch’è di Cesare: distinguere le Fotografie dalle Immagini Elaborate

faccio Fotografie! facile a dirsi.

>> senti quanto è ruvido qui lo schermo

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News quiNapoli street photography

Gentes, Napoli Street Photography

Napoli Street Photography

Napoli è…

straordinaria,

come città… e per le persone che la abitano

non esistessero già…

bisognerebbe inventarle


per la mostra >> tap qui

le fotografie stampate sono montate su pannelli 60×40

Pozzilli, marzo 2019

gennaio 2016
Dopo aver soffocato per anni il desiderio di andare a vedere Napoli (tutta colpa di ciò che si “sentiva in tv” di negativo), cedo alla tentazione e… chi s’è visto s’è visto, succeda quel che succeda, voglio andare a Napoli.

Scendiamo dal treno, io e Frankie, e in stazione nessuno si avvicina per rapinarci; facciamo la fila ordinatamente come tutti per i biglietti per la metro, e ci avviamo per prenderla. Scendiamo di un piano e…

Questa è la prima foto che ho lì scattato

…troviamo tutto pulito, ordinato e pieno di ciammaruche colorate… Francè, avremo mica sbagliato treno?

Pigliamo la metro, ritorniamo in strada, giriamo l’intera giornata guardandoci intorno,… e sempre più perplesso… riprendiamo il treno per tornare a casa, chiedendomi: “cosa ho ascoltato finora in tv?”. Ma mi sono portato dietro anche un desiderio irrefrenabile di tornarci.

Sono nato e cresciuto a Roma, a monumenti e piazze sono assuefatto, ma a Napoli ho trovato altro, in strada, senza andarlo a cercare: calore, creatività, contraddizione, gli occhi della gente… “Napule è ‘na cammenata int’ e viche miezo all’ate”.

Torni e ritrovi Gerry, Sasà, Fabio, Massimo e tanti altri che non ti negheranno mai un sorriso; torni e trovi sempre qualcosa che ti stupisce.
Assuefazione? Non credo sia un termine che si addica a Napoli.


la città ha anche i suoi difetti, non sarebbe credibile se non li avesse, ma li lascio raccontare ad altri.

>> tap per info e contatti

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blog fineart photography molise News street photography Napoli

mostra fotografica, ospita un’esposizione dei progetti

Gentes

Sono tre dozzine di

Street Photography

realizzate nel centro storico di Napoli a partire da gennaio 2016, che ritraggono fotogrammi di ordinaria quotidianità a Spaccanapoli e quartieri limitrofi.

tap qui sopra per l’anteprima del progetto

il mondo è fatto a scale

c’è chi continua con c’è chi scende e c’è chi sale; io invece dico c’ho le prove!
È composto da una dozzina e + di fotografie

fine art

realizzate generalmente in Molise, nella maggior parte delle quali Frankie (il ragazzo che non conosce l’odio) si presta a modello, e che vogliono rappresentare le difficoltà, le incomprensioni, le aspettative disattese,… la solitudine… con cui, più o meno sistematicamente, occorre convivere (con tutto il necessario rispetto verso chi è costretto ad affrontare dure sfide).

tap qui sopra per l’anteprima del progetto

Le esposizioni di Street Photography & Fine Art saranno realizzate nelle location individuate, o su richiesta in location proposte (tap qui per i contatti);
nel loro insieme “non sono” per i socials (Dio ce ne scampi e liberi) e le fotografie realizzate per la mostra fotografica andrebbero osservate… stampate e nella loro composizione (per ciascun set… tap il pulsante a fondo descrizione).

chi l’ha detto e chi l’ha scritto

Le tue foto parlano (Franco)
Hai saputo cogliere l’anima di Napoli (anonimo)
Mai fermarsi ma combattere e andare avanti (bambino di 12anni)
In un momento per me doloroso, questa mostra mi ha tirato su il morale (anonimo)
Posso fare i complimenti all’artista? (risposta) Artista? fotografo! (replica): bhè, qui c’è dell’arte (visitatore sconosciuto)
Dal vivo sono tutta un’altra cosa (Bruno)
L’hai fatte tu? (+ di qualcuno)
Togli immediatamente quella dove ci sono io! (nessuno, fino a mó)
Nelle foto (mie) non cercare la perfezione, toglierai solo tempo alle sensazioni (io)
riguardando con attenzione le foto della mostra, ho una sola parola: meravigliose. Ho anche qualche altra parola: fanno riflettere, il chè non è poca cosa. (Betty)


La larghezza dello spazio necessario per l’installazione completa è di 11-12mt per 2 di altezza (più o meno). I sets sono riducibili per ridurre lo spazio necessario all’esposizione (anche all’aperto, meteo permettendo).

>> vedi anche per le
Micro Esposizioni