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fineart photography fotografo landscape News ritratti street photography

ritratti ambientati e scenari

Immagini con un modello/a da rendere “protagonista”/”parte integrante” di uno scenario… (tu chiamali, se vuoi, ritratti ambientati).

o un “cameo alla Hitchcock”…

o come in una scena di un film


Scenari

ovvero, dove si va per lo shooting a far da “modello/a”?

(info su Servizi Fotografici >> tap qui)



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News street photography

siediti,…

…rallenta, slow, frena, non t’affannare,… pensa alla salute.

assèttat’ !

…prima che scimunisci!


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fotografo News street photography

a essere normali ci si annoia

Marco DiDomenico
Street Photography & Fine Art

Marco DiDomenico nato a Roma nel 1959 e lì cresciuto, ora abito in Molise; per la Street Photography opero generalmente a Napoli (straordinaria come città e come le persone che la abitano).

Le persone, nelle loro attività “quotidiane”, sono per me una calamita e la figura umana un obbligo nei miei scatti, avvicinandomi il più possibile alla scena e passare inosservato confondendomi con “uno che passa di lì”,,… per ottenere la spontaneità di chi nella scena ritratta. Ecco perché preferisco usare attrezzature di dimensioni più piccole possibili e, generalmente, inquadrando senza guardare nel mirino (al massimo una sbirciata al visore), senza il caratteristico rumore dello scatto e senza luce dell’illuminatore l’autofocus.

Nella realizzazione degli scatti di Street non c’é mai la mia interazione con le persone presenti nella scena, e viene utilizzata esclusivamente l’illuminazione che si trova al momento della ripresa; nessuna manipolazione in post-produzione. La “mia Street” mostra la realtà delle scene riprese.

…che a essere normali ci si annoia
(e per non arrivare al che palle ste foto! )

n.b.: le foto sono coperte da copyright; per la loro pubblicazione in altri siti web, fare specifica richiesta.

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fotografo News street photography

lo Street Photographer è scomparso di nuovo…

…dalla circolazione (causa covid19)

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>> tap,… That’s STREET !

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fotografo napoli News street photography

That’s STREET! (Photo, Napoli)

street photo graphy, un modus operandi (ovunque, ma Napoli… )

Togliersi il cappello da fotografo, bisogna sembrare tutto meno che quello! La street photo graphy non è per chi vuole atteggiarsi a fotografo durante il suo operare. Ne segue… lasciare a casa apparecchiature voluminose e appariscenti; usarne del tipo che non obbligano a poggiare l’occhio sul mirino, ‘chè talvolta è necessario scattare anche senza inquadrare.

Meglio uscire da soli. Se si viene notati, nel migliore dei casi, chi ritratto si metterà in posa, e si perderà la spontaneità; ma si puó anche arrivare a rimediare cazziate

Scesi in strada e individuata la scena da riprendere, mettere in opera (nel limite del possibile) quanto conosciuto di composizione, gestione della luce, ecc… sempre che la “situazione” lo consenta; considerare poi che non di rado quanto si propone agli occhi ha la durata di qualche secondo (mettere in conto, quindi, una considerevole dose di fortuna necessaria).

Tenere a mente che la Street Photography non è il banale fotografare gente che cammina per strada, nè il fotografare banalità in strada; in un’immagine di Street deve essere presente un protagonista e raccontare un qualcosa di non banale nè scontato.
Non riprendere persone solo perchè si ritengono (o si trovano in situazioni) buffe e che le possano offendere (al proposito tornerà utile il pensiero di Ando Gilardi nella sua “Non Fotografare“).

Quanto descritto è uno dei modi (il mio) per fare “Street”,… e qui delle considerazioni: “…Come mai però esiste così tanta pessima fotografia di strada? …Le persone escono e cominciano a fotografare a caso sconosciuti che fanno cose, o più spesso, che non fanno niente…”  >> tap x leggere tutto.

Napoli… ma non solo:

La mia idea di “risultato soddisfacente“? Un bel fotogramma di una scena di un film, che lascia all’osservatore la sceneggiatura di ciò che è avvenuto prima e di ciò che avverrà dopo.

HAI DETTO NIENTE !


Fotografo la street photography con…
occhi, idee e fantasia
(reflex, obiettivi e una compatta di qualità – e niente altro – sono solo accessori)
…per raccontare di luoghi visitati e persone incontrate
(augurandomi che non s’incazzi mai nessuno per essere stato ripreso)

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fotografo News street photography

Non fotografare

Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati.

Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.

Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime delle droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia.

Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti.

Non fotografare la suicida, l’omicida e la sua vittima.

Non fotografare l’imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.

Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza non aggiungere la tua. Loro debbono usare violenza, tu puoi farne a meno.

Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l’eroico moncherino.

Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme.

Non perseguitare con i flash la ragazza sfigurata dall’incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l’attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungere le tue fotografie.

Non fotografare la madre dell’assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l’amante, e nemmeno gli orfani dell’amante.

Non fotografare chi subì ingiuria: la ragazza violentata, il bambino percosso.

Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del diritto all’informazione. Se è davvero l’umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l’ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.

Non fotografare chi fotografa; può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale.

Come giudicheremmo un pittore in costume bohèmien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all’ergastolo, all’impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, ad un corpo lacerato che affiora dalle rovine?

Perchè presumi che il costume da free-lance, una borsa di accessori, tre macchine appesa al collo e un flash sparato possano giustificarti?

(Ando Gilardi)

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fineart photography fotografo News street photography

sono un fotografo, ma non x hobby

La mia attività di fotografo non è un hobby,come erroneamente in molti pensano, nel vedere da anni quanto realizzo, non occupandomi di matrimoni né moda e avendo scelto di non aver tempo di stare in uno studio fisico ( sono in giro a far riprese )

street photography

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locations, eventi, manifestazioni

>> tap qui per info su un servizio fotografico


follow, you can


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fotografo News street photography

la mia è una fotografia nuda

nuda perchè la mia fotografia non ha veli per coprirsi, tanto meno vesti per farsi bella;

sono io, fotografo, che mi “piego” alla scena e alla sua luce (avendo cura di “inquinarla” il meno possibile), e non viceversa;

e talvolta trovo a dover piegarmi anche a quanto ho tra le mani per la ripresa (le scene spontanee non aspettano nessuno).

Nuda perchè la mia fotografia mostra la realtà di un attimo.

p.s.: “nudiste”… al femminile, coerentemente con fotografia (al plurale fotografie), termine femminile (visti “i tempi”… precisazione necessaria e indispensabile).


bisogna farsene una ragione:
ADDA PASSÀ ‘A NUTTATA!

Si sta né piú né meno che nel mezzo di un’inondazione, si é “tutti fotografi” a fare (ad es. l’ultima definizione, di cui ne sospetto l‘invenzione per vendere telefonini) Smartphone Photography, a sversare milioni e milioni di immagini su socials, e web, di notevole fattura e grande interesse popolare alle quali viene dedicato giusto qualche frazione di secondo. Non resta che rimanere sulla zattera e aspettare… che l’acqua defluisca (‘ché, forse, col cedere alla tentazione di nuotare si assorbono le caratteristiche di ciò che si trova in acqua ).

Ecco, forse, perchè delle fotografie “non gliene frega una minchia a nessuno”;

  • non ai fotoamatori su facebook (a loro interessa solo pubblicare per contare i like e sentirsi dire “sei un’artista”)
  • tantomeno ai professionisti (hanno ben altro a cui pensare)
  • non a chi ti chiede di fargliele (il loro intento, forse inconscio, è sentirsi al centro dell’attenzione, stars durante le riprese; poi delle foto…
    …che foto?);

e semmai una foto appaia,… una sbirciata di qualche millisecondo su uno schermo da due-tre pollici… e via (ma la fotografia non credo sia questa, o perlomeno non è questo il modo idoneo per osservarla).

In ultimo, dare a Cesare ciò ch’è di Cesare: distinguere le Fotografie dalle Immagini Elaborate

faccio Fotografie! facile a dirsi.

>> senti quanto è ruvido qui lo schermo

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News quiMolise street photography

That’s Molise (un progetto)

un esperimento: rappresentare il Molise con un’immagine (una sola) per ogni comune; non panorami (salvo eccezioni)

under construction

>> contattami (tap qui) se non trovi il tuo comune e voi inserirlo

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News quiNapoli street photography

Gentes, Napoli Street Photography

Napoli Street Photography

Napoli è…

straordinaria,

come città… e per le persone che la abitano

non esistessero già…

bisognerebbe inventarle


per la mostra >> tap qui

le fotografie stampate sono montate su pannelli 60×40

Pozzilli, marzo 2019

gennaio 2016
Dopo aver soffocato per anni il desiderio di andare a vedere Napoli (tutta colpa di ciò che si “sentiva in tv” di negativo), cedo alla tentazione e… chi s’è visto s’è visto, succeda quel che succeda, voglio andare a Napoli.

Scendiamo dal treno, io e Frankie, e in stazione nessuno si avvicina per rapinarci; facciamo la fila ordinatamente come tutti per i biglietti per la metro, e ci avviamo per prenderla. Scendiamo di un piano e…

Questa è la prima foto che ho lì scattato

…troviamo tutto pulito, ordinato e pieno di ciammaruche colorate… Francè, avremo mica sbagliato treno?

Pigliamo la metro, ritorniamo in strada, giriamo l’intera giornata guardandoci intorno,… e sempre più perplesso… riprendiamo il treno per tornare a casa, chiedendomi: “cosa ho ascoltato finora in tv?”. Ma mi sono portato dietro anche un desiderio irrefrenabile di tornarci.

Sono nato e cresciuto a Roma, a monumenti e piazze sono assuefatto, ma a Napoli ho trovato altro, in strada, senza andarlo a cercare: calore, creatività, contraddizione, gli occhi della gente… “Napule è ‘na cammenata int’ e viche miezo all’ate”.

Torni e ritrovi Gerry, Sasà, Fabio, Massimo e tanti altri che non ti negheranno mai un sorriso; torni e trovi sempre qualcosa che ti stupisce.
Assuefazione? Non credo sia un termine che si addica a Napoli.


la città ha anche i suoi difetti, non sarebbe credibile se non li avesse, ma li lascio raccontare ad altri.

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