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shooting fotografico extra-urbano

shooting fotografico, ovvero… riprese con un modello/a da rendere “protagonista”/”parte integrante” di un particolare scenario o un “cameo alla Hitchcock”, o come una scena di un film, (tu chiamali, se vuoi,…

>> Ritratti Ambientati (tap per aprire il set)

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fotografo napoli News street photography

That’s STREET! (Photo, Napoli)

street photo graphy, un modus operandi (ovunque, ma Napoli… )

Togliersi il cappello da fotografo, bisogna sembrare tutto meno che quello! La street photo graphy non è per chi vuole atteggiarsi a fotografo durante il suo operare. Ne segue… lasciare a casa apparecchiature voluminose e appariscenti; usarne del tipo che non obbligano a poggiare l’occhio sul mirino, ‘chè talvolta è necessario scattare anche senza inquadrare.

Meglio uscire da soli. Se si viene notati, nel migliore dei casi, chi ritratto si metterà in posa, e si perderà la spontaneità; ma si puó anche arrivare a rimediare cazziate

Scesi in strada e individuata la scena da riprendere, mettere in opera (nel limite del possibile) quanto conosciuto di composizione, gestione della luce, ecc… sempre che la “situazione” lo consenta; considerare poi che non di rado quanto si propone agli occhi ha la durata di qualche secondo (mettere in conto, quindi, una considerevole dose di fortuna necessaria).

Tenere a mente che la Street Photography non è il banale fotografare gente che cammina per strada, nè il fotografare banalità in strada; in un’immagine di Street deve essere presente un protagonista e raccontare un qualcosa di non banale nè scontato.
Non riprendere persone solo perchè si ritengono (o si trovano in situazioni) buffe e che le possano offendere (al proposito tornerà utile il pensiero di Ando Gilardi nella sua “Non Fotografare“).

Quanto descritto è uno dei modi (il mio) per fare “Street”,… e qui delle considerazioni: “…Come mai però esiste così tanta pessima fotografia di strada? …Le persone escono e cominciano a fotografare a caso sconosciuti che fanno cose, o più spesso, che non fanno niente…”  >> tap x leggere tutto.

Napoli… ma non solo:

La mia idea di “risultato soddisfacente“? Un bel fotogramma di una scena di un film, che lascia all’osservatore la sceneggiatura di ciò che è avvenuto prima e di ciò che avverrà dopo.

HAI DETTO NIENTE !


Fotografo la street photography con…
occhi, idee e fantasia
(reflex, obiettivi e una compatta di qualità – e niente altro – sono solo accessori)
…per raccontare di luoghi visitati e persone incontrate
(augurandomi che non s’incazzi mai nessuno per essere stato ripreso)

>> tap x info, Attività e Contatti

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fotografo News

facebook, ti lascio, statt’bbuòn’

perchè per Instagram? perchè non mi innervosisce

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fotografo News street photography

Non fotografare

Non fotografare gli straccioni, i senza lavoro, gli affamati.

Non fotografare le prostitute, i mendicanti sui gradini delle chiese, i pensionati sulle panchine solitarie che aspettano la morte come un treno nella notte.

Non fotografare i neri umiliati, i giovani vittime delle droga, gli alcolizzati che dormono i loro orribili sogni. La società gli ha già preso tutto, non prendergli anche la fotografia.

Non fotografare chi ha le manette ai polsi, quelli messi con le spalle al muro, quelli con le braccia alzate, perché non possono respingerti.

Non fotografare la suicida, l’omicida e la sua vittima.

Non fotografare l’imputato dietro le sbarre, chi entra o esce di prigione, il condannato che va verso il patibolo.

Non fotografare il carceriere, il giudice e nessuno che indossi una toga o una divisa. Hanno già sopportato la violenza non aggiungere la tua. Loro debbono usare violenza, tu puoi farne a meno.

Non fotografare il malato di mente, il paralitico, i gobbi e gli storpi. Lascia in pace chi arranca con le stampelle e chi si ostina a salutare militarmente con l’eroico moncherino.

Non ritrarre un uomo solo perché la sua testa è troppo grossa, o troppo piccola, o in qualche modo deforme.

Non perseguitare con i flash la ragazza sfigurata dall’incidente, la vecchia mascherata dalle rughe, l’attrice imbruttita dal tempo. Per loro gli specchi sono un incubo, non aggiungere le tue fotografie.

Non fotografare la madre dell’assassino e nemmeno quella della vittima. Non fotografare i figli di chi ha ucciso l’amante, e nemmeno gli orfani dell’amante.

Non fotografare chi subì ingiuria: la ragazza violentata, il bambino percosso.

Le peggiori infamie fotografiche si commettono in nome del diritto all’informazione. Se è davvero l’umana solidarietà quella che ti conduce a visitare l’ospizio dei vecchi, il manicomio, il carcere, provalo lasciando a casa la macchina fotografica.

Non fotografare chi fotografa; può darsi che soddisfi solo un bisogno naturale.

Come giudicheremmo un pittore in costume bohèmien seduto con pennelli, tavolozza e cavalletto a fare un bel quadro davanti alla gabbia del condannato all’ergastolo, all’impiccato che dondola, alla puttana che trema di freddo, ad un corpo lacerato che affiora dalle rovine?

Perchè presumi che il costume da free-lance, una borsa di accessori, tre macchine appesa al collo e un flash sparato possano giustificarti?

(Ando Gilardi)

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News

ti ricordi a febbraio, “l’inizio del virus”…

avevo iniziato ad annotare appunti non appena mi si evidenziavano notizie, comportamenti, riflessioni,… così, per lo “sfizio” di andarmeli a rileggere più in là nel tempo. Li ripropongo qui sotto.


22 feb. 2020: tutto è cominciato con “il coronavirus é poco piú di un’influenza!


1 marzo 2020: istruzioni su come lavarsi le mani

da qualche giorno sono disponibili, sia stampate che a video, corredate da dettagliati disegni e/o foto/video; meno male che la “questione” non interessa parti intime,… sennò a porno si finiva.


4 marzo 2020: all’estero stanno giocando con le freccette

tanto lo riaggiustamo

11 marzo 2020: il coronavirus è pericoloso per l’Italia intera


13 marzo 2020: le mascherine

fonte: “Corriere” 11mar2020

Se non è come già affermato dagli esperti, che questi ultimi rettifichino.

da L’AriaCheTira de La7 del 19marzo: “indossare la mascherina non é un obbligo giuridico; la raccomandazione é quella di tenere una distanza di sicurezza di almeno un metro, e si suggerisce di usare la mascherina nei casi in cui la distanza di sicurezza potrebbe non essere rispettata, ad es. nei negozi, in treno, pullman (Associazione Nazionale Funzionari Polizia).

14 marzo 2020: é il tempo dell’ #andràtuttobene

… e dei canti dai balconi.

(“ci stiamo” cagando sotto)


18 marzo 2020: in Molise monta la preoccupazione

#StattALaCasa,… e se proprio devi uscire…


22 marzo 2020: il virus arriva negli Stati Uniti

…e i nostri media nazionali scoprono che in inglese isolamento si dice LOCKDOWN (e ne sono entusiasti, mettendolo pure sui maccheroni).


28 marzo 2020: è un disastro!

mamma mia

e doveva essere poco più di un’influenza (della serie “mi dicono che non é vero” )

30 marzo 2020: spuntano le previsioni sul termine del contagio

tap–> qui per aprire l’articolo
tap–> qui per i dati giornalieri regione per regione


3 aprile 2020: in arrivo un altro “mi dicono che non é vero”

mò non é vero piú che basta restare a un metro di distanza


8 aprile 2020: solidarietà tra stati?

prima l’Italia, e gli altri a guardare. Poi se ne sono dovuti accorgere Francia e Spagna, e GranBretagna e Usa a “guardare”. Poi il coronavirus “assaporato” da queste ultime due, e la Svezia a “guardare”. Mò pure la Svezia esclama “occàzz’!”.

morale della favola: ogni paese si sente superiore a tutti gli altri in termini di capacità e invulnerabilità, ma, a conti fatti, si sono solo dimostrati ciechi! Soprattutto la Svezia, con tutte le evidenze che aveva attorno.

E se sono ciechi su questioni che gli riguardano, si potrà mai contare sulla loro solidarietà?


9 aprile – 14 maggio 2020: stiamo galleggiando


continua, deve! continuare, ‘chè deve finire (prima il virus poi il galleggiamento)


adda passà ‘a nuttata!

quando sarà andato tutto bene,
avremo, da nord a sud, imparato qualcosa?

“…totale assenza, nella società contemporanea, di condivisione dei sentimenti, delle frustrazioni, delle problematiche più profonde. Pur “riempiendoci la bocca” di parole che rimandano al condividere con gli altri contenuti, non esitiamo a continuare a competere gli uni gli altri per il raggiungimento di un primato, a danno di qualcun altro…” (Michele Govoni)

#andràtuttobene ma
#noncambieràunabeataminchia


Siamo arrivati a fine ottobre 2020

di certo è che
le mani non ce le laviamo più ma ce le igienizziamo, i locali non si disinfettano più ma si sanificano, i pulmann non si riempiono più al 100% ma al 50% (anzi no, all’80%; ma no è troppo), a scuola la distanza tra i banchi si misura con la tolleranza di un centimetro, ma poi si esce fuori come un mandria di gnu…

29 ottobre 2020: chiacchiere da bar, anzi no, da piscina

“tu che hai paura del virus fai bene a mettere la mascherina, ma non puoi obbligare me a metterla ‘ché paura non ce l’ho; e se dovessi ammalarmi a te non te ne deve fregare”

Convinzioni come questa dimostrano che la “comunicazione” sui sistemi di protezione non é adeguata né efficace, essendoci chi non ha capito il perché della mascherina (non protegge chi la indossa ma serve per non conteggiare gli altri). E la signora non comprende che se si ammala lei siamo tutti noi a pagarle le spese per curarsi.


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sono un fotografo, ma non x hobby

La mia attività di fotografo non è un hobby,come erroneamente in molti pensano, nel vedere da anni quanto realizzo, non occupandomi di matrimoni né moda e avendo scelto di non aver tempo di stare in uno studio fisico ( sono in giro a far riprese )

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covid free zone: Valle Fiorita di Pizzone

qui di covid non se ne vede

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la mia è una fotografia nuda

nuda perchè la mia fotografia non ha veli per coprirsi, tanto meno vesti per farsi bella;

sono io, fotografo, che mi “piego” alla scena e alla sua luce (avendo cura di “inquinarla” il meno possibile), e non viceversa;

e talvolta trovo a dover piegarmi anche a quanto ho tra le mani per la ripresa (le scene spontanee non aspettano nessuno).

Nuda perchè la mia fotografia mostra la realtà di un attimo.

p.s.: “nudiste”… al femminile, coerentemente con fotografia (al plurale fotografie), termine femminile (visti “i tempi”… precisazione necessaria e indispensabile).


bisogna farsene una ragione:
ADDA PASSÀ ‘A NUTTATA!

Si sta né piú né meno che nel mezzo di un’inondazione, si é “tutti fotografi” a fare (ad es. l’ultima definizione, di cui ne sospetto l‘invenzione per vendere telefonini) Smartphone Photography, a sversare milioni e milioni di immagini su socials, e web, di notevole fattura e grande interesse popolare alle quali viene dedicato giusto qualche frazione di secondo. Non resta che rimanere sulla zattera e aspettare… che l’acqua defluisca (‘ché, forse, col cedere alla tentazione di nuotare si assorbono le caratteristiche di ciò che si trova in acqua ).

Ecco, forse, perchè delle fotografie “non gliene frega una minchia a nessuno”;

  • non ai fotoamatori su facebook (a loro interessa solo pubblicare per contare i like e sentirsi dire “sei un’artista”)
  • tantomeno ai professionisti (hanno ben altro a cui pensare)
  • non a chi ti chiede di fargliele (il loro intento, forse inconscio, è sentirsi al centro dell’attenzione, stars durante le riprese; poi delle foto…
    …che foto?);

e semmai una foto appaia,… una sbirciata di qualche millisecondo su uno schermo da due-tre pollici… e via (ma la fotografia non credo sia questa, o perlomeno non è questo il modo idoneo per osservarla).

In ultimo, dare a Cesare ciò ch’è di Cesare: distinguere le Fotografie dalle Immagini Elaborate

faccio Fotografie! facile a dirsi.

>> senti quanto è ruvido qui lo schermo

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News quiNapoli

Napoli, 18ott2020

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News quiMolise street photography

That’s Molise (un progetto)

un esperimento: rappresentare il Molise con un’immagine (una sola) per ogni comune; non panorami (salvo eccezioni)

under construction

>> contattami (tap qui) se non trovi il tuo comune e voi inserirlo