ovvero, quella strana sensazione di sollievo provata quando ce lo si “toglie di torno”

Non mi si toglie dalla mente la rappresentazione che ho di facebook: un iper-super-ultra-mega galattico mercato rionale, colmo all’inverosimile di venditori urlanti a pubblicizzare la propria mercanzia, ma senza manco un compratore. L’illusione é proprio lí: coloro che si individuano come questi ultimi, altro non sono che venditori stanchi di urlare che, per distogliersi per un po’ dagli intenti che si erano prefissati, si guardano distrattamente intorno a perder tempo.

Poi ci si può convincere che Facebook potrebbe essere un buon strumento per farsi conoscere (per chi ha un minimo di capacità comunicative), anche se non passerà molto tempo per rimanere sconfortati da superficialità e effimero che lí regna.

Per non parlare, poi, degli “incontri” con chi t’attacca ‘na pippa infinita per avergli inviato una richiesta di mettere un like a una tua pagina, senza esserti presentato preventivamente (manco se ci si fosse rivolti al Papa).

Migrando su Instagram, fegato e stomaco ringrazieranno .

“esperimento scientifico:
senza facebook per un an… un mes… ehm… una settim… qualche gior… un giorn… cioé, no… mezza giorna… un paio d’or… una mezz’oret…,
vabbuò mò véd’.”

>> non poggiare il dito qui

Marco DiDomenico Fotografia

Street Photography, Fotografia documentale e Fine Art -📱e WhatsApp: 3482753 024 ✉️: shotnshow@gmail.con