Senza FACEBOOK: é solitudine o…

È un’illusione di comunione l’essere lí presenti?

Non mi si toglie dalla mente la rappresentazione che ho di facebook: un iper-super-ultra-mega galattico mercato rionale, colmo all’inverosimile di venditori urlanti a pubblicizzare la propria mercanzia, ma senza manco un compratore. L’illusione é proprio lí: coloro che si individuano come questi ultimi, altro non sono che venditori stanchi di urlare che, per distogliersi per un po’ dagli intenti che si erano prefissati, si guardano distrattamente intorno a perder tempo.

Poi ci si può convincere che Facebook potrebbe essere un buon strumento per farsi conoscere (per chi ha un minimo di capacità comunicative), anche se non passerà molto tempo per rendersi conto che le “stronzate” hanno piú séguito di ciò che si produce con impegno e finanche professionalità.

Ma davvero si può arrivare a essere succubi Di facebook?

Mò ci riprovo ad abbandonarlo (per salvaguardare l’integrità psichica ed epatica 😁), e usarlo esclusivamente per consentire, a chi ha interesse e piacere di farlo, di seguire ciò che produco tramite la pagina fb di questo sito (o tramite e-mail per chi, come me, mal sta sopportando ‘sto social).


aggiornamento (dopo 10 giorni):
il mio profilo facebook diventa un canale “comunicativo”/”di ritrovo” con persone conosciute personalmente o con una consolidata interazione via web.